1961-2021 JURIJ GAGARIN FIGLIO DELL’OTTOBRE ROSSO!

60′ anniversario del primo uomo sovietico nello spazio

Il 12 aprile 1961, alle 9:07 ora di Mosca, dalla base spaziale di Bajkonur in Kazakistan decollava la Vostok 1, prima navicella spaziale con equipaggio umano. I 108 minuti che seguirono la videro compiere un’orbita completa intorno alla Terra per poi atterrare con successo, inaugurando trionfalmente l’era delle missioni celesti. All’interno della capsula, guidato da Terra, c’era il pilota sovietico appena 27enne Jurij Gagarin

La biografia di Jurij Gagarin è quella tipica di un cittadino sovietico nato durante l’epoca dello sviluppo industriale accelerato attraverso la socializzazione dell’industria e dell’agricoltura ed i piani quinquennali: nasce nel 1934 da genitori impiegati in una fattoria collettiva, in cui il padre svolgeva la mansione di falegname e la madre quella di contadina. Durante l’invasione nazista, il padre si arruolò nell’armata rossa, mentre i suoi fratelli vennero deportati, potendo fare ritorno solo dopo la vittoria. In seguito, nonostante, i ritardi accumulati nell’istruzione a causa della guerra, ebbe modo di entrare nell’aviazione sovietica.

Sono rimaste celebri alcune citazioni attribuitegli, in quanto dense di significati politici e culturali:

Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini”.
Girando attorno alla Terra, nella navicella, ho visto quanto è bello il nostro pianeta. Il mondo dovrebbe permetterci di preservare ed aumentare questa bellezza, non di distruggerla!”
Chi non ha mai incontrato Dio sulla Terra, non lo incontrerà neppure nello spazio”.

I grandi coefficienti tecnologici raggiunti nella navicella che portò Gagarin nello spazio rappresentarono la dimostrazione concreta di come il socialismo realizzato, in molti comparti scientifici, fosse nettamente superiore rispetto al capitalismo. Davanti a una continua narrazione attuata negli ultimi trent’anni che dipinge il modello capitalista come il migliore dei mondi possibili, assistiamo a un’opera di revisionismo storico che vede l’attribuzione di ogni avanzamento in ambito tecnologico, scientifico e civile come appannaggio del modo di produzione capitalista, quando invece diventa evidente in questa fase il suo ruolo regressivo e la crisi di civiltà in cui ci troviamo.

Questo stravolgimento della Storia è volto per il mantenimento di una tenuta ideologica necessaria alle classi dominanti, che va a distruggere ogni avanzamento prodotto da altri modelli sociali e da esperienze comuniste, privando di ogni merito quest’ultime e anzi attribuendo a queste esperienze un connotato del tutto negativo, relegandole in una prigione di colpe e demeriti, quando invece la gestione della pandemia stessa e la gestione dei vaccini, privi di ogni vincolo di brevetto, dimostrano una netta superiorità di modello, così come quando la pianificazione socialista consentì ad uno stato come l’URSS, nel quale negli anni ‘20 non era nemmeno diffuso l’aratro pesante in agricoltura, di rimontare e superare i paesi capitalistici in molti campi scientifici, colmando un gap secolare. Ciò fu possibile soprattutto grazie alla grande mobilitazione popolare in direzione della collettivizzazione che avvenne negli anni ‘30 e, poi, di nuovo, subito le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale.

La vita di Jurji Gagarin rappresenta per noi l’esempio lampante dell’avanzamento di civiltà portato avanti dai modelli socialisti, contro un’alternativa capitalista di crisi e barbarie, esempio sistematicamente sbiadito dalla narrazione dominante che è nostro compito recuperare, lottando contro un revisionismo storico che cancella sistematicamente una storia che è anche storia nostra, così come quella di Jurji, di cui oggi vogliamo onorare la memoria.


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