26 agosto: Piazza Indipendenza

Ora a Roma contro la repressione di Minniti e i suoi decreti.
Per la solidarietà popolare, dove non c’è posto per sfruttamento, precarietà e violenza.

Non ci spezzeranno nessun braccio
Non andiamo indietro di un passo

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Roma contro la repressione di Minniti

Ora a Roma contro la repressione di Minniti e i suoi decreti.
Per la solidarietà popolare, dove non c’è posto per sfruttamento, precarietà e violenza.

Non ci spezzeranno nessun braccio
Non andiamo indietro di un passo

Comunicato congiunto sulla repressione vista nuovamente oggi a Bologna

Bologna oggi si è svegliata più povera e grigia, sapendo che le istituzioni che la governano segnano un nuovo, vergognoso, passo in avanti nella gestione repressiva gestione repressiva del dissenso e dell’autorganizzazione. Quanto sta accadendo quest’oggi in città ci riempie di incredulità e rabbia: gli sgomberi contemporanei di Làbas e Laboratorio Crash, due centri sociali da anni inseriti nel tessuto cittadino e le cui battaglie politiche e sociali sono ampiamente riconosciute e condivise con chi vive sul territorio, dimostrano ancora una volta come Palazzo D’Accursio abbia scelto di gestire la città. Il pugno di ferro contro chiunque metta in pratica percorsi di socialità ed inclusione alternativi ai progetti speculativi e gentrificatori dell’amministrazione comunale dimostra la totale mancanza di volontà di dialogo da parte di Comune, Questura e Prefettura.

La Bologna che in tante occasioni ha mostrato di essere città aperta, inclusiva e solidale, oggi ha di che vergognarsi di chi l’amministra indegnamente. Le politiche messe in atto da tante amministrazioni PD, si rendono sempre più indistinguibili da quelle della destra più conservatrice sui temi della casa, della scuola, del lavoro, dell’immigrazione e di fronte a chi dissente si risponde con sgomberi, manganellate, criminalizzazione dei migranti e ordinanze che impediscono ai cittadini di vivere le piazze della propria città in modo libero e autodeterminato.

Questa deriva securitaria trova attuazione e adempimento a livello nazionale con i decreti Minniti-Orlando su migranti e decoro urbano e con il folle “codice di condotta” che lo stesso Ministro degli Interni vuole imporre alle ONG che salvano vite a largo delle nostre coste.

Noi, come abitanti di Bologna e della Bolognina, rivendichiamo la nostra alterità da tutto questo, rivendichiamo i percorsi e le attività di inclusione e solidarietà meticcia che da anni pratichiamo nel tessuto urbano di quartiere insieme con un’altra esperienza sociale libera ed autogestita quale è l’XM24, anch’essa da mesi sotto minaccia di sgombero. Esprimiamo dunque tutta la nostra solidarietà a Labàs e Crash. Non saranno le chiusure di spazi a fermare la nostra legittima aspirazione alla libertà.

Noi Restiamo – Bologna

Asia-Usb Bologna

CONCIBò

Palestra Popolare Stevenson

Scuola Popolare Di Musica Ivan Illich

Rete Dei Comunisti Bologna

Xm24

Eurostop Emilia Romagna

2 agosto 1980 – 2017: noi non dimentichiamo

Le ombre mantenute dagli apparati dello Stato intorno alla strage di Bologna hanno ancora molto da insegnarci, e oggi vogliamo sottolinearne un aspetto evidenziato ieri da Contropiano.

” […] Nei primi anni 2000 alcuni giornali cominciarono a “pompare” la cosiddetta “pista palestinese” in contemporanea con la campagna “innocentista” a favore dei due condannati come colpevoli della strage: Giusva Fioravanti e Francesca Mambro.

Una condanna che non ha mai convinto molto neanche noi, da sempre certi che una strage di quella portata, in pieno 1980, alla vigilia dei 35 giorni alla Fiat e quindi alla fine forzosa del “decennio rosso” (1968-1980), non potesse essere farina del sacco autoreferenziale dei Nar. Roba da “servizi”, insomma, non da fascistelli dalla pistola facile. Ma questa è un’altra storia…

Invece – all’inizio del nuovo millennio e in piena “guerra infinita al terrorismo islamico” dichiarato da Bush junior dopo l’11 settembre – mettere anche la Resistenza palestinese nell’elenco dei nemici ufficiali dell’Occidente era certamente un obiettivo israeliano.

[…] Tutto ciò, hanno sentenziato i magistrati inquirenti di Bologna – il procuratore Roberto Alfonso e il sostituto Enrico Cieri – non sta in piedi. E’ una bufala inventata per scopi diametralmente opposti alla “ricerca della verità”. Un fatto da tenere sempre ben presente nella nostra testa. Sia per la giornata di domani che in cento altre occasioni. ”

Per questo, oggi che il Ministero di Minniti sta sviluppando una nuova fase della repressione delle classi subalterne seppur in condizioni diametralmente opposte a quelle di allora, il nostro compito è quello di attrezzarci per riconoscere i piani dell’establishment finalizzati a spegnere sul nascere la rivendicazione di diritti e le istanze di lotta. Prepariamoci a un autunno in cui estendere le pratiche ricompositive e i processi di organizzazione con le molteplici figure degli sfruttati.