Basta Scuola Gabbia! Contro repressione, sfruttamento e oppressione dello Sceriffo Valditara vogliamo una Nuova Scuola Pubblica.

Il Ministro Valditara è diventato uno sceriffo: sì, è quello che abbiamo pensato un po’ tutti dopo le uscite mediatiche e le riforme della scuola dell’ultimo anno. Quando noi studentesse e studenti abbiamo protestato, ha dato manganelli e denunce.

Quando noi studentesse e studenti abbiamo occupato, ha chiesto sgomberi e sospensioni.Quando maturande e maturandi hanno boicottato l’esame di maturità percepito inutile e fonte di stress, ha proposto una Riforma per bocciare chi fa scena muta all’orale in segno di protesta, anche se già promosso con i voti dello scritto.

Sapete per cosa non ha detto una parola? Per i crolli e i problemi di edilizia; per gli allagamenti delle scuole nelle regioni del Nord; per la carenza di personale scolastico; per l’abbandono scolastico; per l’UE che ci leva soldi dandoli al Riarmo europeo; per gli infortuni in Alternanza Scuola Lavoro, che per poco non uccidevano nostri coetanei, come successo a Rieti e in tante altre località del nostro paese. Quando ci siamo mobilitati in massa durante i due NoMeloniDay dello scorso autunno, con gli scioperi nelle scuole o lo scorso 4 aprile per la mobilitazione studentesca nazionale, Valditara ha fatto scena muta, da codardo.Al posto di proiettili, lo Sceriffo spara riforme classiste, misure repressive e punitive, e bugie su bugie a cui ormai ci hanno abituato lui e i suoi amici al Governo.

Non è vero che aumentando le ore di PCTO con la Riforma 4+2 i giovani troveranno più lavoro: la maggior parte di noi non sa cosa farà uscito da scuola perché mancano prospettive reali, la disoccupazione giovanile è alle stelle, e quando troviamo lavoro è perlopiù sfruttato e mal pagato, oltre che precario. Questa riforma è un regalo alle aziende private, per meglio permettergli di allungare le loro manacce sulla scuola pubblica e su di noi.

Non è vero che i problemi nelle scuole si risolvono con più punizioni, come prevedono la Riforma del Voto in condotta o la modifica dello Statuto degli Studenti: la scuola-azienda è già piena di repressione, in molti istituti vengono impedite addirittura le assemblee e le più minime forme di dissenso, i dirigenti si comportano da presidi-manager autoritari ovunque. Insomma, Valditara vuole aggravare questa situazione e riesuma una scuola punitiva – da buon fascista dentro quale è – che umilia e indottrina gli studenti e le studentesse.

Non è vero che introdurre Bibbia e Latino da elementari e medie migliorerà la formazione: semmai la renderà più reazionaria. I fascisti dentro al governo vogliono introiettare negli studenti i valori militarismo, nazionalismo, sciovinismo, cultura reazionaria, per essere servi scemi della guerra che l’Occidente in crisi vorrebbe fare al resto del mondo, come dimostrano USA e UE in Ucraina o il loro alleato Israele in Palestina, con un genocidio infame che il Governo Meloni accetta e spalleggia da complice. Il tutto condito da una retorica suprematista per cui “solo l’Occidente conosce la Storia”, citando direttamente il testo delle Nuove indicazioni nazionali. Ma queste modifiche ai programmi hanno anche una natura classista. Nell’idea di Valditara il Latino (non a caso introdotto come facoltativo…) lo studierà chi è di buona famiglia, già ha in casa gli strumenti materiali ed educativi necessari, e tutti gli altri… prima nei tecnici e professionali, poi negli Its e infine in fabbrica. Un destino segnato già dalle medie, una scuola che ti incasella e ti condanna, altro che “merito” e possibilità di “farcela”, soltanto pura e spietata selezione di classe.

Sappiamo di cosa parliamo. La scuola non funziona più da tempo, perché ha perso la sua funzione di “ascensore sociale”, cioè di emancipare, migliorare le condizioni di vita di studentesse e studenti che la frequentano, anche se vengono dalle classi popolari e da condizioni svantaggiate. Non a caso oggi sempre più studenti percepiscono la scuola poco utile, se non addirittura dannosa e opprimente, una gabbia che causa più stress che effetti positivi. Vogliamo una Nuova Scuola Pubblica.

Il più grande dramma del nostro tempo, il rischio di una guerra generalizzata fomentata dall’Occidente, impatterà su di noi. Rischiamo un futuro di distruzione e un presente di crisi: gli 800 miliardi del ReArmUE sono un furto ai popoli e al diritto all’Istruzione. Dobbiamo subito organizzarci, sapendo che i nostri alleati non saranno mai le finte opposizioni del centrosinistra. PD, Movimento5Stelle e loro costole varie hanno contribuito alla distruzione della scuola pubblica in questi anni e proveranno a strumentalizzare la nostra rabbia. La risposta è l’indipendenza politica da questi soggetti e l’autonomia di classe. I nostri alleati siamo noi stessi, le studentesse e gli studenti, ma anche i lavoratori della scuola, gli operai, i movimenti per il diritto all’abitare, le forze sociali e politiche contro il governo Meloni.

In ogni istituto, dal primo giorno del nuovo anno scolastico 2025/6, siamo pronti a organizzarci e mobilitarci. La scuola gabbia non funziona e non la aggiusterà il governo Meloni: allarme rosso ministro sceriffo, vogliamo una Nuova Scuola Pubblica!