TOR VERGATA GIOCA ALLA GUERRA. Inchiesta sui rapporti tra il secondo ateneo di Roma e l’apparato militare

L’Università italiana nella tendenza alla guerra

Assistiamo ad un processo di militarizzazione sempre più pervasivo, che ormai fa apparire naturale la collaborazione tra apparato militare, industria e accademia all’interno della generale tendenza alla guerra. Questo opuscolo si impegna ad illustrare fino a che punto la “cultura della difesa” sia penetrata nell’insegnamento universitario. Sulla scia delle mobilitazioni per la Palestina e contro l’imperialismo esplose negli ultimi anni, sveliamo la spietata realtà della guerra che si nasconde dentro le nostre università.

La crisi strutturale del modo di produzione capitalistico fa tremare l’imperialismo, spingendolo ad imbarcarsi in una feroce guerra per la sopravvivenza. Fuga dall’Afghanistan nel 2021, scontro con la Russia in Ucraina, genocidio del popolo palestinese per mano sionista, raid e bombardamenti su Venezuela e Iran… USA ed UE, pur nelle divergenze, promuovono o sostengono da un punto di vista economico, politico e diplomatico tutte le guerre che oggi funestano il mondo.

Politiche di riarmo, conversione industriale dal civile al militare, reintroduzione della leva, repressione dei movimenti antimilitaristi, austerità sulle politiche sociali e quindi sul diritto allo studio, crescente militarizzazione della società: facile individuare le ricadute immediate di questo contesto anche sull’università.

Se l’università pensata dalla Tavola Rotonda Europea degli Industriali doveva essere avvicinata al mondo del lavoro ed integrata al tessuto produttivo, per una UE capace di competere ad armi pari nello scenario internazionale, oggi l’università diventa un luogo propedeutico all’adeguamento di tutta la società in funzione di guerra e riarmo.

Il nuovo modello universitario è il prodotto di una serie di riforme che negli ultimi anni hanno tagliato il fondo di finanziamento ordinario, aperto a collaborazioni e finanziamenti di enti privati, costruito una governance di stampo aziendale in grado di gestire questo processo trasformativo. Il nuovo scheletro è un’università che ha perso ogni funzione pubblica e di emancipazione sociale per piegarsi agli interessi privati, oggi rappresentati dalla lobby della guerra, della ricerca civile-militare, dai grandi gruppi multinazionali.

Non ci possiamo scandalizzare se quindi la maggior parte dei rettori delle università italiane partecipa a fondazioni guerrafondaie come Med-Or (Leonardo), riviste di alta formazione (Strategic leadership journal) del ministero della Difesa. Non possiamo stupirci se decine di atenei e centinaia di studenti partecipano ogni anno alle attività di addestramento per operazioni di guerra come le esercitazioni interforze della marina militare e collaborano con tutte le Forze Armate. Non possiamo sorprenderci se centinaia di studenti partecipano a tirocini, master, esercitazioni con enti di ricerca militare e NATO.

Abbiamo avuto modo di partecipare a uno di questi stage, un “war game” organizzato dal Centro Alti Studi Difesa (CASD) ma sponsorizzato dall’università di Tor Vergata, ateneo insospettabile e invece centro strategico per l’integrazione tra Accademia, Industria e Difesa. Un’esperienza nel ventre della bestia che ha fatto emergere in tutta la sua crudezza la cultura della guerra, la propaganda atlantista, il cameratismo militare.

È il momento di prendere il timone e Cambiare Rotta da questo piano inclinato verso cui ci stanno portando. Come studenti universitari che vivono sulla propria pelle tutta la crisi di questo modello sociale fatta di precarietà lavorativa, futuro di guerra e collasso ambientale, un presente in cui prevale l’individualismo sfrenato, competizione e selezione, diciamo basta, rompiamo il silenzio. Ci stiamo organizzando tra i banchi, nelle aule, nelle piazze perché non vogliamo studiare per le loro guerre. Blocchiamo tutti gli accordi tra gli apparati militari e l’università.

Verso lo sciopero studentesco e universitario del 7 e la mobilitazione giovanile europea dell’8 maggio contro la leva militare e la militarizzazione dell’università, NOI NON CI ARRUOLIAMO!

LEGGI L’INCHIESTA COMPLETA!!