Ancora sgomberi, ancora vergogna

E’ con sgomento e rabbia che, all’indomani delle elezioni europee, assistiamo allo sgombero dello stabile occupato “Taksim” di Bologna.

Ancora una volta constatiamo come la risposta delleistituzioni cosiddette democratiche a chi tenta di proporre soluzioni aproblematiche reali, sempre più pressanti, non sia altro che violenza erepressione. Il lancio dalle finestre di oggetti presenti all’interno dell’edificioda parte delle forze dell’ordine testimonia anche la mancanza di un qualsiasitipo di rispetto nei confronti di chi nelle occupazioni prova a portare avantila propria vita, derubata ogni giorno di diritti e dignità.

Non si può continuare a condannare le occupazioni in nome diun vuoto concetto di legalità, occorre rendersi conto che sono il segnale delfatto che esiste un’emergenza a cui le istituzioni nazionali non dannorisposta, impegnate come sono ad applicare i tagli e le misure restrittiveimposte dall’Unione Europea.

Invece, proprio dai risultati elettorali impariamo che in
questo paese continua a dilagare chi vota ancora “la sicurezza, la disciplina”,per abitudine o per genuina fiducia verso la patina dorata che ricopre il massacrante programma europeo applicato dal PD, che continua a ignorare situazioni di emergenza sociale come quella abitativa e molte altre.

Per questo, la lotta per il fondamentale diritto alla casa non si fermerà, così come non si fermerò la battaglia politica e culturale da portare nella società, al fine di smascherare i veri agenti del disagio e della crisi.

Solidarietà ai compagni occupanti di Taksim, la lotta va avanti.

Noi Restiamo

28/5/2014

“Mille in piazza contro Casapound”

Scritte sulla sede del quartiere S.Stefano e passaggio vicino ad Atlantide sotto sgombero. Petardi verso la sede neofascista in via Malvolta ed infine occupazione temporanea di un distributore abbandonato.

Bologna-20140524-00045-405x303Un migliaio di persone, secondo le stime degli organizzatori, hanno preso parte oggi pomeriggio alla manifestazione promossa da Bologna Antifascista per tornare a scandire un chiaro e determinato “no” alla presenza di Casapound e altre formazioni neofasciste in città. In testa al corteo lo striscione  “Nessuno spazio ai fascisti, per un mondo di liber* e uguali. Bologna antifascista”. Più indietro, numerosi altri striscioni: “Contro ogni fascismo”, “Nazifascisti deponete le armi o perirete”, “+ Atlantide, – Casapound”, “Mujeres libres unite contro preti e fascismo”.

Accompagnati da fumogeni colorati e dalle percussioni della SamBalotta, i manifestanti imboccano via Santo Stefano per dirigersi verso il quartiere Murri: “Vogliamo chiudere per sempre la sede di Casapound e negare con forza ogni spazio ai fascisti”, si urla dal sound system. Il corteo si ingrossa e all’altezza del Baraccano, sede del quartiere Santo Stefano, scatta la prima azione comunicativa con una scritta tracciata sulla parete:  “L’antifascismo non si delega, chiudere tutti i covi fascisti”. Il quartiere Santo Stefano, infatti, “propaganda sui media fobie razziste, cerca di normalizzare ogni esperienza di libertà e di autogestione. Questo luogo è la copertura dei fascisti in città”, spiegano i manifestanti.

Arrivato in piazza di porta Santo Stefano, il corteo è accolto dai collettivi di Atlantide, che dai gradini del cassero sotto sgombero espongono lo striscione “Strana Bologna. Lesbiche, trans, gay, queer, etero contro il fascismo”. Come sottolineano le Mujeres libres: “Le lotte queer, femministe e lesbiche vanno di pari passo con la lotta antifascista”.

Quando la manifestazione raggiunge l’inizio di via Murri, tra fumogeni e grossi petardi, uno striscione viene calato dai ponteggi di un cantiere: “Apriamo spazi di libertà”. Dalla finestra di un palazzo che si trova lungo il percorso del corteo, un residente si affaccia per salutare i manifestanti, a pugno chiuso e sventolando una bandiera rossa con “Che” Guevara. Numerose, del resto, le persone del quartiere che spuntano dalle finestre quando passano gli antifascisti. Sempre lungo via Murri, lo scoppio di un petardo e diverse scritte danneggiano una filiale dell’Unicredit.

Dal sound system si ricordano l’assassinio di Nicola Tommasoli a Verona, la strage di ambulanti senegalesi a Firenze ed il più recente accoltellamento subito da un 25enne a Trento: “In Italia, in Europa, i fascisti uccidono”. Lasciando via Murri, la manifestazione imbocca via Malvolta e poi via Romagnoli, passando a pochi metri dalla sede di Casapound, protetta dalla celere in antisommossa e da tre blindati. La SambaLotta suona e balla davanti ai cordoni degli agenti, tra numerosi fumogeni multicolore. Quando il corteo prosegue lungo il proprio percorso, dalla coda parte un lancio di fumogeni e petardi verso la sede di Casapound e la celere che la difende. Poi tutti i manifestanti defluiscono lungo via Romagnoli e poi via degli Orti, Dagnini, Sigonio e Mazzini. In zona c’è il negozio di Biagetti,proprietario della sede affittata dai neofascisti in via Malvolta: “Biagetti complice dei fascisti, ipocrite- si scandisce dal sound system- le sue prese di distanza da Casapound”.

La manifestazione, alla fine, si conclude a porta Mazzini con una “Taz”: ad essere occupato temporaneamente è un ex distributore di benzina in disuso, che per la serata ospiterà musica e socialità.

da zic.it

“Non smetteremo di lottare per il diritto all’abitare”

abitare

Ieri manifestazione promossa da Asia e Usb fino in Prefettura, che ha accettato di aprire un confronto su stabili sfitti ed emergenza abitativa.

Dall’occupazione di via Irnerio 13/15 fino in Prefettura, per chiedere risposte concrete per il diritto all’abitare: si è svolta così, ieri, la manifestazione promossa da Asia e Usb. Una “grande, bella e combattiva manifestazione contro il decreto Renzi-Lupi, per la stabilizzazione delle occupazioni- racconta il sindacato di base- e che si è conclusa solo quando la Prefettura ha accettato, nero su bianco, di aprire il confronto con noi sugli stabili sfitti e l’emergenza abitativa. E’ un primo passo ma il cammino è ancora lungo, abbiamo buona compagnia e gambe ottime per percorrere la giusta strada!”.

 Continua il comunicato: “Un ringraziamento va a tutte quelle persone che tutti i giorni combattono per vedere riconosciuto il diritto all’abitare come sancito dalla Costituzione, e a tutti i Compagni e alle Compagne che stanno pagando la repressione di Stato con arresti domiciliari a fogli di via di stampo reazionario, sappiamo che sono al nostro fianco e continuano la lotta insieme a noi, perchè la gente come noi non molla mai! Prossimo appuntamento per martedì prossimo alle 17 presidio sotto la Prefettura durante l’incontro Asia-Usb e Prefettura”.

da zic.it

Assemblea cittadina + #pdstaisereno party

Protesta contro il Jobs Act “sgombera” iniziativa del Pd

Ieri sera all’hotel “I portici” di via Indipendenza. Ross@: “Dal Pd svolta autoritaria e antipopolare”. Noi restiamo: “Con Jobs Act lavoro sempre più precario”. La Procura apre subito un fascicolo.

Brutta sorpresa, ieri sera, per il Pd. Il partito di Matteo Renzi, infatti, ha dovuto annullare un’iniziativa elettorale organizzata all’hotel “I portici”, in via Indipendenza, con la partecipazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Sandro Gozi. Questo in seguito alla contestazione scaturita da un presidio contro il Jobs Act convocato da Ross@.

Ricostruisce la serata un comunicato diffuso da Noi Restiamo: “I compagni della campagna Noi Restiamo assieme alla Rete dei Comunisti, al sindacato Usb, a Ross@ e Asia sono entrati nel luogo in cui doveva avvenire la presentazione dei candidati alle elezioni europee del Pd. All’indomani dell’indecente approvazione sulla fiducia, in Senato, del decreto legge ‘Jobs Act’, la nuova trovata per creare posti di lavoro sempre più precario e sempre meno pagato, indetto dal Pd, un nucleo variegato di lavoratori, studenti, occupanti di case e migranti ha occupato la sala e impedito l’incontro contestando questo partito falsamente democratico. Falsamente perchè difende e sostiene il fatto, in maniera completamente autoritaria, che per risolvere i problemi attuali la soluzione sia continuare a supportare il progetto politico dell’Unione Europea, subendo le catastrofiche conseguenze delle politiche di austerità e dominio economico che questa impone”.

Questo, invece, il commento di Ross@: “Non ci meravigliano le reazioni dei dirigenti del Pd e neppure di certi giornalisti che trovano comodo scandalizzarsi sulle modalità di una contestazione rilanciando vecchi e nuovi allarmismi. Quello che cercano di nascondere sono le gravi responsabilità del PD e del suo segretario, Matteo Renzi, che stanno attuando nel nostro paese una svolta autoritaria antidemocratica ed antipopolare. La gravità della situazione è stata confermata ieri dall’ennesimo voto di fiducia richiesto dal Governo sul Decreto Poletti (Job Act). Un decreto e un disegno di legge che precarizza a vita i lavoratori, cancellando tutele e garanzie, favorendo per l’ennesima volta un padronato italiano capace di primeggiare solo nella capacità di ricatto sui lavoratori e nell’evasione fiscale”. Ross@, dunque, promette di andare avanti: “Noi continueremo a promuovere iniziative e organizzazione per dare gambe ad un movimento di resistenza popolare e solidale contro il Governo Renzi e contro il potere e i vincoli che ci vengono imposti dalla Unione Europea, per reagire a questa politica fatta di demagogia e autoritarismo”.

Il Pd di Bologna, nel frattempo, ha fatto reso noto che farà denuncia rispetto ai fatti di ieri sera. Altrettanto celermente, la Procura ha fatto sapere che verrà aperto un fascicolo: verranno contestati i reati di violenza privata aggravata e invasione di edifici.

da zic.it

Provocazioni fasciste alle case occupate Nelson Mandela – via Irnerio 13: il disagio sociale e la guerra fra i poveri

Da due individui invettive contro la casa Nelson Mandela e la presenza di migranti. Asia Usb, Noi restiamo e TerzoPiano: “Violenza fisica scongiurata solo grazie all’arrivo di numerosi inquilini resistenti”.

Nasia2el pomeriggio di oggi si sono presentati all’ingresso delle case occupate due provocatori ch da subito hanno cominciato ad attaccare verbalmente l’esperienza dell’occupazione e la presenza migrante nei percorsi di lotta popolare. Nonostante il tentativo da parte di militanti e occupanti di smorzare i toni, evidentemente i 2 bicchieri al bar di troppo hanno fatto prolungare gli alterchi per parecchio tempo, arrivando quasi alla violenza fisica scongiurata solo grazie all’arrivo di numerosi inquilini resistenti.I due individui moolto probabilmente non appartenevano a nessun gruppo organizzato, tuttavia sono
il segno della permeabilità di parte del tessuto popolare disagiato e triturato dalla crisi economica e dalle politiche comunitarie e nazionali rispetto a discorsi e parole d’ordine di chiara matrice ideologica di destra nazionalista e fascista che tendono a creare la guerra fra i poveri.

Il livello d’attenzione rimane alto e l’episodio mostra come anche nella ricca e rossa Bologna il tessuto popolare se non trova risposte di classe adatte, può scegliere una via di espressione di malcontento reazionaria.

Per questi motivi crediamo che i percorsi di ricomposizione sociale e politica delle classi popolari siano il nostro principale compito in questa fase storica. Percorsi che esistono e si esprimono attraverso le occupazioni abitative, la conflittualità sui posti di lavoro e che si sono espressi nell’importante giornata del 1 maggio.

Asia Usb
Noi restiamo
Cso TerzoPiano

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