UNIMI – PROGRAMMA DI LOTTA ELEZIONI STUDENTESCHE 2026
CAMBIARE L’UNIVERSITA’
CONQUISTARE UN FUTURO
Costruiamo la rappresentanza che ci serve
Programma di lotta di Cambiare Rotta – Organizzazione Giovanile Comunista per le elezioni delle rappresentanze studentesche all’Università degli Studi di Milano per il biennio 2026-2028
DALLE MOBILITAZIONI…
Dopo anni in cui sembrava impossibile mettere in discussione l’attuale modello universitario, non solo denunciandone il pessimo funzionamento, ma anche provando a proporre un’alternativa, abbiamo visto nell’ultimo periodo il riaccendersi del conflitto: da nord a sud, tantissimi studenti e studentesse hanno deciso di organizzarsi. Anche qui alla Statale di Milano, nel corso degli anni, hanno preso vita numerose mobilitazioni, che abbiamo sostenuto o direttamente contribuito a costruire: dalle tendate contro il caro affitti in via Festa del Perdono con cui abbiamo messo al centro il forte legame tra il diritto allo studio e il diritto all’abitare rifiutando ogni strumentalizzazione da parte di quella sinistra che, tanto a Milano quanto in tutto il paese, ha contribuito attivamente alla condizione di precarietà in cui oggi viviamo e contestando la passerella di Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, fino ad arrivare alle mobilitazioni del BLOCCHIAMO TUTTO dove come studenti abbiamo dato vita all’equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla nel Cortile del Filarete. Sono tantissime le iniziative di dibattito e i percorsi di mobilitazione che abbiamo costruito negli anni: le contestazioni ai grandi eventi dei privati come il Job Fair e il Fuori Salone (quando ancora nessuno ne parlava), la vertenza al Dipartimento di Beni Culturali per l’avvio dei corsi e per sbloccare l’accesso alla magistrale per numerosi studenti, i #LUNEDILOTTA per difendere il nostro diritto allo studio, la pasta gratis contro un servizio mensa inadeguato.
Come Cambiare Rotta stiamo costruendo, da anni, un’alternativa che risponda alle esigenze reali di tutti mettendo al centro la solidarietà, l’organizzazione e il conflitto, perché senza questi nessuna “buona” rappresentanza potrà ottenere dei risultati.
…ALLA RAPPRESENTANZA
Alle scorse elezioni studentesche della Statale abbiamo colto una necessità: quella di una rappresentanza d’alternativa, che si facesse megafono delle lotte che attraversano l’università e fosse in grado di portare avanti, con forza e determinazione, i bisogni degli studenti. Nel 2024 abbiamo raccolto questa sfida scegliendo di affrontare la rappresentanza con la serietà che merita, ridando valore a uno strumento svuotato della sua funzione da anni di concertazione e aprendo spazi di vera democrazia nelle università. In questi due anni abbiamo dimostrato che una rappresentanza d’alternativa non solo è possibile, ma è quella che ci serve perché è in grado di vincere. Attraverso le assemblee tra studenti nei Dipartimenti e la presenza costante, abbiamo aperto spazi di democrazia, partecipazione e organizzazione, scardinando l’idea di una rappresentanza fatta nelle segrete stanze, abbiamo riportato il dibattito e la discussione laddove la gestione burocratica (o la rappresentanza fantasma!) aveva preso il sopravvento. Abbiamo saputo mettere la nostra rappresentanza al servizio della mobilitazione e le vittorie ottenute durante questo autunno lo dimostrano. Abbiamo portato all’interno dei Consigli di Dipartimento una mozione che chiedeva la condanna dei DdL che equiparano antisionismo e antisemitismo e grazie alla lotta e alla nostra rappresentanza siamo riusciti a far esprimere non solo il Dipartimento di Filosofia, ma anche il Senato Accademico della Statale dove non siamo (ancora) rappresentanti.
Di fronte ai continui attacchi che l’università pubblica sta subendo – da ultimo con i tagli e la riforma targati Bernini – crediamo che sia oggi più che mai necessario riappropriarsi dello strumento della rappresentanza che, come abbiamo visto in Statale, può e deve essere megafono delle lotte, strumento con cui continuare a costruire l’opposizione alla militarizzazione, all’aziendalizzazione e allo smantellamento del diritto allo studio.
Al carrierismo di chi si candida per poterlo mettere sul curriculum opponiamo la militanza politica e la lotta.
All’opportunismo delle liste che si presentano solo in prossimità della scadenza elettorale, per poi sparire durante il resto dell’anno, opponiamo una rappresentanza viva, sempre presente in università, per essere davvero punto di riferimento per gli studenti e provare a ricompattare, con iniziative politiche, culturali e sociali, il tessuto studentesco ormai disgregato.
Alla concertazione delle liste che vogliono smorzare le richieste degli studenti per non entrare in conflitto con la governance, rispondiamo che siamo pronti a fare dei dipartimenti, delle facoltà e degli organi centrali – e dell’università tutta – un campo di battaglia.
CAMBIARE L’UNIVERSITA’ CONQUISTARE UN FUTURO
Con le mobilitazioni di questo autunno abbiamo assistito ad una rottura degli argini della passività: piazze di tutta Italia piene di lavoratori e studenti uniti contro la complicità che lega il nostro paese al genocidio in Palestina. Scioperi, presidi, picchetti e blocchi: sono state svariate le forme di attivazione solidale e internazionalista a cui gli studenti universitari hanno partecipato, svolgendo un ruolo fondamentale nel corso delle mobilitazioni.
Anche grazie alle mobilitazioni di questi ultimi anni, che hanno messo a nudo i rapporti tra l’attuale modello universitario e la guerra, ad oggi non è più possibile parlare di una riforma universitaria, come sta facendo l’attuale Ministra dell’Università Bernini, ma a questa università serve una rivoluzione per come la conosciamo, mettendo al centro la natura sociale che università e ricerca dovrebbero avere: emancipazione, progresso sociale e sviluppo di un’alternativa alla realtà che viviamo attualmente. Frutto dei processi di aziendalizzazione e privatizzazione degli ultimi decenni, ad oggi l’università e la ricerca sono strumenti dedicati alla formazione di futuri lavoratori precari e sfruttati, all’innovazione tecnologica per aumentare i profitti dell’industria e dei privati e come lavoratori ideologici in cui imporre un’unica visione di mondo.
Negli ultimi decenni, diversi eventi hanno peggiorato drasticamente le condizioni economiche, politiche e sociali in cui viviamo: il lavoro precario e l’alto tasso di disoccupazione, l’impoverimento delle famiglie, lo scoppio di ulteriori guerre in tutto il mondo e il coinvolgimento dell’Italia hanno fatto lievitare il costo della vita e degli studi rendendo il percorso formativo inaccessibile perché molto costoso e la laurea un titolo che non necessariamente significherà migliori condizioni lavorative. Nonostante questo, ancora continua la retorica su quanto “se ci impegniamo”, “se ce lo meritiamo”, allora “ce la faremo” creando delle aspettative che poi puntualmente vengono smentite dalla realtà. La realtà di un Governo che eseguendo le politiche dell’Unione Europea, perfettamente in continuità con i governi tecnici e di centro sinistra, continua a tagliare sui fondi destinati al diritto allo studio, aumenta i livelli di precarietà nella ricerca e in tutti i settori lavorativi, vuole il Riarmo Europeo e la reintroduzione della leva militare, è complice di Israele nel genocidio del popolo palestinese e nell’escalation bellica regionale, continua a produrre devastazione ambientale e vuole anche togliere qualsiasi possibilità di manifestazione di dissenso e visione alternativa. Di fronte alla crisi di prospettive, non c’è nessun futuro garantito, ma è tutto da conquistare: un futuro in cui le relazioni internazionali si basino sulla solidarietà tra popoli, non sulle guerre; in cui il sapere sia al servizio dell’emancipazione e del benessere dei popoli, e non del profitto delle multinazionali; in cui tutti e tutte abbiano accesso ad un lavoro dignitoso e ad un tetto sulla testa, in cui l’intero percorso di formazione sia gratuito, accessibile e percorribile per tutte e tutti.
VOTA L’ALTERNATIVA VOTA COMUNISTA VOTA CAMBIARE ROTTA!
