Report delegazione OSA e Cambiare Rotta a Cuba

Come OSA e Cambiare Rotta ci siamo recati a Cuba a fronte della campagna di solidarietà materiale e politica con il popolo e il Governo cubano, avviata da mesi nelle scuole e nelle Università di tutto il paese, per consegnare una prima parte dei farmaci e dei fondi che abbiamo raccolto e che continueremo a raccogliere insieme alla campagna di raccolta di materiale tecnologico per scuole e università.Nella nostra permanenza nell’isola abbiamo potuto toccare con mano il cuore di un processo rivoluzionario che non ha intenzione di arrestarsi, lo spirito di un popolo che non ha intenzione di piegarsi alle volontà dell’imperialismo statunitense.

Dalle visite ai centri di ricerca, gli incontri con la giovanile del Partito Comunista Cubano, e le centinaia di persone accorse sull’isola per portare solidarietà attiva e politica con l’iniziativa del Nuestra America Convoy è emerso lo spirito di un popolo che, come ha detto il presidente Diaz Canel, preferisce morire in piedi che vivere una vita in ginocchia.

Lunedì 16 Marzo – visita all’ICAP

Il primo giorno di permanenza a Cuba abbiamo visitato l’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli, istituto fondato da Fidel nel 1960 per far crescere la solidarietà e la collaborazione tra il popolo cubano e la rivoluzione cubana e i popoli del mondo.

Siamo stati accolti dalla delegata alle relazioni con le organizzazioni italiane e abbiamo potuto discutere con lei della nostra permanenza sull’isola, stringere relazioni tra la nostra organizzazione e l’Istituto e ripercorso l’importanza di rilanciare e aumentare la solidarietà a Cuba e alla sua rivoluzione in questo momento durissimo per il Paese.

Questo istituto rappresenta uno dei punti fondamentali della rivoluzione cubana: la politica intransigente internazionalista e solidale che ha sempre distinto Cuba, la volontà di stringere rapporti di solidarietà e amicizia con i popoli di tutto il mondo e di rilanciare l’internazionalismo a fronte delle barbarie e delle guerre propinate dall’imperialismo statunitense e occidentale.

È stato un primo momento fondamentale nella nostra permanenza sull’isola.

Mercoledì 18 Marzo – primo incontro con la Unión de Jóvenes Comunistas e consegna dei farmaci e dei fondi raccolti.

Il 18 Marzo siamo quindi stati ricevuti dai compagni e le compagne della UJC nella sede del Comitato Nazionale.

Rimandiamo all’articolo che fa un resoconto dell’incontro, nel quale abbiamo consegnato ufficialmente una prima parte dei farmaci e dei fondi raccolti.

Abbiamo potuto incontrare i segretari della FEEM e della FEU, le federazioni studentesche e universitarie, il presidente della OCLAE e i compagni dirigenti della UJC.

Un incontro che ha potuto rafforzare le relazioni di amicizia e collaborazione tra le nostre organizzazioni, ripercorrendo la storia della UJC che nel 2022 ha compiuto 60 anni, la centralità dei giovani nel processo rivoluzionario cubano e i progetti che la UJC e le Federazioni studentesche stanno mettendo in campo in questo momento, inclusa anche la campagna di solidarietà “Studenti con Cuba” lanciata il 4 aprile dalla OCLAE e a cui come OSA e Cambiare Rotta abbiamo aderito.

I punti di convergenza tra le nostre organizzazioni si sono scoperti molteplici, e abbiamo potuto visitare una parte della sede del Comitato Centrale.

Giovedì 19 Marzo – visita all’Istituto Finlay

La visita all’Istituto Finlay, l’Istituto nazionale per la Ricerca sui Vaccini cubano è stato sicuramente un punto centrale nella nostra permanenza a Cuba.

Tutti ci ricordiamo lo sforzo cubano durante la pandemia: qui è dove i ricercatori cubani, a fronte dell’impossibilità da parte del Governo di accedere ai vaccini sviluppati in Occidente, hanno sviluppato non uno ma ben due vaccini contro il Covide (il Soberana e Soberana Plus): vaccini resi gratuiti e accessibili non solo a Cuba ma a tutto il mondo.

D’altro canto, se parliamo di ricerca e sanità a Cuba sappiamo bene che abbiamo di fronte l’esempio di un modello totalmente alternativo e di segno opposto rispetto a quello che viviamo in Occidente: una ricerca e una sanità gratuite per tutti, dove la cifra distintiva non è il profitto ma rispondere alle necessità del popolo.

La ricerca e la sanità cubane sono un’esempio in tutto il mondo, non è un caso come riportato dai lavoratori e ricercatori del Centro, che non esistano fenomeni come l’anti-vaccinismo in Occidente.

Abbiamo avuto anche la possibilità di visitare all’interno una delle strutture del centro e di intervistare una delle lavoratrici del team che ha sviluppato il Soberana, i ricercatori del Finlay hanno anche riportato quelle che sono le difficoltà durissime che la ricerca cubana sta affrontando in questo momento per colpa del Bloqueo statunitense: impossibilità di rinnovare i macchinari e di garantire le manutenzioni, i cali energetici che ovviamente hanno un grosso impatto sul lavoro di Ricerca.

Nonostante questo, i ricercatori sono determinati: non accettano di rinunciare al proprio lavoro, spesso ingegnandosi rispetto ai turni e gli orari di lavoro, un’etica e un approccio di senso opposto rispetto ad un paese come il nostro dove la Ricerca è sempre più precaria e definanziata, asservita agli interessi dei privati e del profitto.

A Cuba esiste invece l’alternativa di un modello pubblico, socialista che va dalla formazione universitaria, alla ricerca e alla sanità: una grande lezione di civiltà rispetto all’Occidente.Venerdì 20 Marzo – visita al CENESEX e incontro con Mariela CastroSe si parla di emancipazione femminile e queer, Cuba fa scuola a tutti: qualcosa che era diventato evidente al mondo a fronte dell’approvazione del Nuovo Codice delle Famiglie Cubano, il Codice della Famiglia più avanzato al mondo del quale abbiamo potuto apprendere il processo di formulazione e approvazione direttamente da Mariela Castro, nipote di Fidel e presidente del Centro per l’educazione sessuale e affettiva cubano.

Cosa ha reso possibile a Cuba arrivare a risultati come il Codice delle Famiglie o un Parlamento che è secondo al mondo per quantità di donne? Mariela Castro risponde molto direttamente: il socialismo. Senza la rivoluzione socialista guidata da Fidel, il quale iniziò subito a comprendere la centralità delle donne in questo processo rivoluzionario, Cuba non sarebbe potuta arrivare dove è adesso.

Una lezione di emancipazione chiara da riportare all’Occidente: collettiva, socialista che è partita dal dare alle donne cubane e alle persone queer le condizioni materiali per l’emancipazione, la fine delle politiche neocoloniali, la sanità gratuita, la dignità e soprattutto la partecipazione.

Una cosa è chiara a Cuba: non esiste emancipazione femminile o sessuale senza la lotta all’imperialismo, non si può parlare di emancipazione femminile senza lotta di classe e collettiva, non si possono strumentalizzare le donne per giustificare guerra e barbarie come abbiamo visto fare in Palestina e in Iran.Abbiamo anche avuto il piacere di parlare personalmente con Mariela Castro e consegnarle la tessera di Cambiare Rotta.

Venerdì 20 Marzo – ricevimento del Convoy da parte del presidente Diaz Canel

Nella stessa giornata, arrivano le delegazioni non europee del Convoy Nuestra America a Cuba, e insieme a loro siamo stati ricevuti in una storica conferenza dal Presidente cubano Diaz Canel. Il discorso del Presidente cubano, con il quale ha ricevuto le centinaia di partecipanti del Convoy è stato chiaro: nessuna volontà da parte del Paese rivoluzionario di piegarsi all’imperialismo yankee, una ferma condanna non solo delle politiche statunitensi ma della complicità europea, e l’importanza delle giovani generazioni cubane e non nel resistere a queste politiche e nel portare avanti il processo rivoluzionario che non ha intenzione di arrestarsi.

Martedì 24 Marzo – arrivo della Flotilla

Il 24 Marzo è quindi arrivata a Cuba la Flotilla parte del Nuestra America Convoy, accolta al porto e sulla quale viaggiava il CALP e l’USB.

Come delegazione di OSA e Cambiare Rotta abbiamo accolto insieme al resto del Convoy, membri del Governo cubano e della UJC la barca insieme al resto degli aiuti portati su di essa: con quest’ultima tappa, la stagione per rilanciare e costruire la solidarietà a Cuba non si è conclusa ma anzi – è appena iniziata.

Nella nostra permanenza sull’isola abbiamo potuto parlare con i cittadini cubani, i giovani come noi, abbiamo anche potuto visitare il Mausoleo del Granma, situato nel centro della città dove la fiamma della rivoluzione è sempre accesa… D’altro canto è questo che si respira tra le strade dell’Avana, nonostante il Bloqueo, sessant’anni di resistenza a Embargo, imperialismo e capitalismo, le costanti minacce degli Stati Uniti, a Cuba c’è una rivoluzione che continua, resiste e chiama tutti i popoli alla solidarietà.

Cuba è il faro dei popoli del mondo, il faro di solidarietà internazionalista, reale alternativa che non vuole spegnersi.

Nonostante la situazione durissima che vive il popolo e il Governo, la sanità rimane gratuita, le scuole e le università rimangono gratuite e pubbliche, i beni di prima necessità come il pane continuano ad essere distribuiti.

L’insegnamento di un modello alternativo alla barbarie occidentale che riesce a resistere anche alle più avverse delle condizioni.

Dalla manifestazione nazionale dell’11 Aprile alla nuova raccolta di fondi tecnologici per scuole e università del paese, la battaglia per la difesa del socialismo e della rivoluzione cubana è una dalla quale non possiamo sottrarci.