VERSO UNA NUOVA FASE DI LOTTA! Grande partecipazione all’assemblea nazionale del 25-26 luglio.

Dopo mesi di mobilitazione per il diritto allo studio e il blocco di affitti e delle utenze, forti del percorso che ha trovato un primo momento di sintesi nelle piazze dello scorso 10 giugno, ci siamo riuniti per discutere e confrontarci sui caratteri che un coordinamento di realtà giovanili deve assumere per poter incidere realmente nel mondo che ci circonda.

L’autunno che ci aspetta vedrà inasprirsi l’attacco di classe dall’alto contro i settori popolari, con particolare ferocia sui settori più deboli: giovani, donne e migranti, i tratti di questa nuova offensiva li conosciamo, sono già stati tratteggiati nelle linee guida del super commissario Colao e negli impegni in cambio dei prestiti del recovery fund. L’opposizione che siamo chiamati a costruire dunque non potrà cantar vittoria per nessuna conquista che non rappresenti un’inversione di rotta dei processi in campo.

La due giorni appena conclusasi ha visto una grande partecipazione di giovani studenti e lavoratori da tutta Italia, insieme abbiamo affrontato la necessità di costruire una reale forza di alternativa per una generazione senza futuro. Con questa determinazione continuiamo a organizzarci verso una nuova fase di lotta!

LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALISTA NON È UN PRANZO DI GALA!
Mucho honor Brigata Henry Reeve

[ITA]

La Brigata Henry Reeve sta per tornare a Cuba dopo aver prestato il suo servizio a Torino lungo questi tre mesi di pandemia.

Abbiamo voluto dimostrare la nostra vicinanza ai medici cubani con una campagna di murales partita da Torino e che è arrivata in tutte le più grandi metropoli d’Italia, con volantinaggi e iniziative inseme a movimenti e sindacati conflittuali come l’USB. Un gesto semplice che ha incontrato l’apprezzamento del popolo cubano abituato a scorgere anche nella semplicità quei valori che l’occidente capitalistico non è neppure in grado di concepire.

Per quanto preziosa sia stata l’opera pratica che i medici hanno svolto durante la pandemia il nostro ringraziamento va al di là di questo. La brigata Henry Reeve è per noi l’esempio da seguire, i medici cubani rappresentano quella determinazione – propria solo dei rivoluzionari – capace d’indicare la strada per una società diversa e libera dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sulla natura.

La profonda conoscenza medica della brigata non poggia solo sui manuali di epidemiologia o chirurgia, essa è l’emanazione di quell’idea di radicale trasformazione sociale partita con l’assalto alla caserma Moncada il 26 luglio del 1953 e passata per l’istituzione da parte dello stesso Fidel Castro nel 2005 della brigata Henry Reeve.

Per questo il murales è stato per noi l’occasione buona per evidenziare la superiorità valoriale e materiale di un modello sociale diverso da quello capitalista, e non ci siamo fermati all’estetica ma abbiamo chiesto alle istituzioni di dimostrare gratitudine con un atto almeno pari a quello fatto dai medici cubani, che ricordiamo sono arrivati in Italia per salvare delle vite.

Con una lettera formale abbiamo chiesto alla sindaca Appendino, e ad altri rappresentanti istituzionali, di prendere posizione contro il blocco imposto dagli Stati Uniti su Cuba. Non ci è stata data nessuna risposta ma la sindaca domenica avrà l’audacia di sedersi a tavola con i cubani nonostante questo stesso blocco abbia impedito l’arrivo dei respiratori sull’isola caraibica.

Se non fosse per la determinazione del popolo rivoluzionario di Cuba a causa del blocco oggi le tavole dei cubani sarebbero vuote, tuttavia questo non sembra scalfire la supposta superiorità morale delle personalità politiche – di destra e di sinistra, da Cirio fino ai rappresentanti di quelle parti della sinistra autosedicenti radicali e che spesso finiscono per essere la stampella del PD, il partito degli affari, della finanza e dell’imperialismo – che domenica prenderanno parte al banchetto organizzato proprio nello stesso spazio del murales che rappresenta Fidel Castro e la brigata Henry Reeve, nel Parco Dora.

Ci chiediamo quali siano i valori che ispirano Piero Fassino ad ospitare gli sgherri di Guaidò in Italia proprio mentre nella sua città l’esempio di Josè Martì, che illumina il cammino del Venezuela di Chavez e di Maduro come di Cuba, con rabbia è stato dipinto sui muri e con coraggio si è fatto strada tra le barelle dell’ospedale delle OGR.

Solidarietà internazionalista significa stare senza se e senza ma dalla parte dei popoli oppressi, dalla parte di Chavez e di Maduro, di Fidel, di Raul e di Diaz Canel, oppure è solo un pranzo di gala? Quei settori della così detta sinistra radicale come possono dichiararsi internazionalisti e poi stringere accordi con il PD complice dell’imperialismo americano e di quel fantoccio di Guaidó?

Questa è la solita doppia faccia di quell’opportunismo che permette a questi figuri di sedersi al fianco dei medici cubani e in altre sedi architettare trame sempre più complesse, quanto inefficaci, per strangolare i popoli dell’America latina che invece resistono con onore. Lo stesso opportunismo di larghi strati di quell’associazionismo variopinto (laico e non, radicale o moderato che sia) e dei sindacati complici dei padroni, come la CGIL che da un lato demolisce i diritti dei lavoratori e dall’altro vanta una vuota solidarietà verso i medici della brigata.

Non ci stupisce l’ipocrisia di chi, riferendosi a Cuba, parla di dittatura e in questa occasione cercherà di strumentalizzare la forza dei fatti prodotti dalla brigata Henry Reeve, sappiamo contro chi lottiamo.

La “despedita” dei medici della Henry Reeve è per noi un’altra occasione per dimostrare coerenza rispetto ai valori fondanti della rivoluzione cubana, per questo ancora ci impegneremo perché venga assegnato il Premio Nobel per la pace così come promosso da Luciano Vasapollo e Rita Martufi del Capitolo Italiano della Rete degli intellettuali e degli artisti in difesa dell’umanità e dal Comitato di Pace e Giustizia dei popoli di Cuba presieduto da Graciela Ramirez.

Con mucho honor continueremo a lottare guidati dall’esempio di Fidel, la solidarietà internazionalista non è un pranzo di gala!

Rete dei comunisti
Noi Restiamo
OSA

[ESP]

¡La solidaridad internacional no es un almuerzo de gala!
Mucho honor a la Brigada Henry Reeve

La Brigada Henry Reeve está a punto de volver a Cuba después de haber prestado su servicio en Turín durante estos tres meses de pandemia.

Hemos querido demostrar nuestra cercanía a los médicos cubanos con una campaña de murales que partió de Turín y que ha llegado a todas las grandes metrópolis de Italia, con volantes e iniciativas junto a movimientos y sindicatos conflictivos como la Unión Sindical de Base. Un gesto simple que ha encontrado el aprecio del pueblo cubano acostumbrado a vislumbrar también en la sencillez aquellos valores que el occidente capitalista ni siquiera es capaz de concebir.

Por muy valioso que haya sido el trabajo práctico realizado por los médicos durante la pandemia, nuestro agradecimiento va más allá de eso. La brigada Henry Reeve es para nosotros el ejemplo a seguir, los médicos cubanos representan esa determinación – propia sólo de los revolucionarios – capaz de indicar el camino para una sociedad diferente y libre de la explotación del hombre sobre el hombre y del hombre sobre la naturaleza.

El profundo conocimiento médico de la brigada no se basa sólo en los manuales de epidemiología o cirugía, es la emanación de esa idea de la transformación social radical que comenzó con el asalto al cuartel Moncada el 26 de julio de 1953 y pasó por la institución del mismo Fidel Castro en 2005 de la brigada Henry Reeve.

Por eso el mural fue para nosotros la ocasión buena para poner de relieve la superioridad ética y material de un modelo social diferente del capitalista, y no nos hemos detenido en la estética, sino que hemos pedido a las instituciones que muestren gratitud con un acto publico al menos igual al de los médicos cubanos, que recordamos llegaron a Italia para salvar vidas.

En una carta formal pedimos a la alcaldesa Appendino y a otros representantes institucionales que se pronunciaran contra el bloqueo impuesto por los Estados Unidos a Cuba. No se nos ha dado ninguna respuesta, pero la alcaldesa tendrá el domingo la audacia de sentarse a la mesa con los cubanos a pesar de ese mismo bloqueo que ha impedido la llegada de los respiradores a la isla caribeña.

Si no fuera por la determinación del pueblo revolucionario de Cuba a causa del bloqueo hoy las mesas de los cubanos estarían vacías, sin embargo esto no parece socavar la supuesta superioridad moral de las personalidades políticas – de derecha e izquierda, desde Cirio hasta los representantes de aquellas partes de la izquierda autosupuestamente radicales y que a menudo terminan siendo la muleta del Partido Democratico, el partido de los negocios, de los financieros y del imperialismo – que el domingo participarán en el banquete organizado precisamente en el mismo espacio frente al mural que representa a Fidel Castro y a la brigada Henry Reeve, en el Parque Dora.

Nos preguntamos cuáles son los valores que inspiran a Piero Fassino a hospedar a los esbirros de Guaidò en Italia precisamente mientras en su ciudad el ejemplo de José Martí, que ilumina el camino del Venezuela de Chávez y de Maduro como de Cuba, con rabia fue pintado en las paredes y con valentía se abrió camino entre las camillas del hospital de las OGR.

¿Solidaridad internacionalista significa estar sin duda alguna del lado de los pueblos oprimidos, del lado de Chávez y de Maduro, de Fidel, de Raúl y de Díaz Canel, o es sólo un almuerzo de gala? Esos sectores de la tan llamada izquierda radical, ¿cómo pueden declararse internacionalistas y luego llegar a acuerdos con el PD cómplice del imperialismo americano y de ese títere de Guaidó?

Esta es la habitual doble cara del oportunismo que permite a estas figuras sentarse al lado de los médicos cubanos y en otras sedes idear tramas cada vez más complejas, ineficaces, para estrangular a los pueblos de América Latina que, en cambio, resisten con honor. El mismo oportunismo de amplias partes de ese asociacionismo variopinto (laico y no, radical o moderado que sea) y de los sindicatos cómplices de los industriales, como la CGIL, que, por una parte, destruye los derechos de los trabajadores y, por otra, se jacta de una solidaridad vacía con los médicos de la brigada.

No nos sorprende la hipocresía de quien, refiriéndose a Cuba, habla de dictadura y en esta ocasión tratará de instrumentalizar la fuerza de los hechos producidos por la brigada Henry Reeve, sabemos contra quién luchamos.

La “despedida” de los médicos de la Henry Reeve es para nosotros otra oportunidad para demostrar coherencia con los valores fundamentales de la revolución cubana, por esto también nos esforzaremos para que se conceda el Premio Nobel de la Paz, así como promovido por Luciano Vasapollo y Rita Martufi del Capítulo Italiano de la Red de intelectuales y artistas en defensa de la humanidad y del Comité de Paz y Justicia para los pueblos de Cuba presidido por Graciela Ramírez.

Con mucho honor seguiremos luchando guiados por el ejemplo de Fidel
¡La solidaridad internacionalista no es un almuerzo de gala!

Red de Comunistas
Noi Restiamo
OSA

VERSO UNA NUOVA FASE DI LOTTA. Assemblea nazionale 25-26 luglio.

Prospettiva indipendente e di classe per i giovani. Assemblea nazionale 25-26 luglio.

VERSO UNA NUOVA FASE DI LOTTA.

Dall’inizio dell’emergenza covid-19 ci siamo mobilitati, con la campagna blocco affitto e utenze e i coordinamenti in difesa del diritto allo studio, per far valere le nostre rivendicazioni contro una classe dirigente che, esaudendo ogni richiesta di Confindustria, ha già iniziato a scaricare i costi di questa nuova crisi sulle fasce più deboli della società, con particolare ferocia su giovani, donne e migranti. 

Le minime e volutamente tardive contromisure assunte dal governo non corrispondono alla necessità di soluzioni strutturali contro i mali endemici generati dal modello di sviluppo dominante, palesatesi e resi insostenibili dalla crisi sanitaria. Ciò nonostante, le politiche del governo si sono dimostrate in netta controtendenza rispetto agli anni precedenti, una scelta obbligata – anche solo per scongiurare lo scoppio di conflitti sociali – nella condizione emergenziale in cui siamo precipitati, che non sarà però a costo zero, saranno infatti proprio questi “regali” a costituire una nuova ipoteca sul nostro futuro.  Inoltre, viene dimostrato che tutto quello che finora non era mai stato fatto dipendeva solo dalla volontà politica e non da artificiali dettami assunti come dogmi inviolabili. Dal pareggio di bilancio, all’autonomia differenziata, alla privatizzazione dei settori strategici, alla politica delle “non assunzioni” nel pubblico, l’impalcatura su cui si reggeva il discorso delle classi dirigenti, la stessa impostaci in oltre dieci anni di crisi economica, è miseramente crollata. 

Ma la ragione non basta affinché il superamento di questa emergenza non si traduca in un rapido ritorno allo status quo precedente, le fratture che si sono aperte sono uno spazio che dobbiamo occupare. Per questo dopo mesi di mobilitazione abbiamo deciso di dare vita ad un’assemblea nazionale di due giorni in cui discutere e confrontarci sui caratteri che deve assumere un coordinamento di realtà giovanili che si pone l’obiettivo di incidere nella realtà circostante, consapevoli che su questo terreno il primo degli ostacoli è rappresentato dalle soluzioni-farsa sbandierate come conquiste da tutti quei soggetti che hanno deciso di assumere il ruolo di foglia di fico, talvolta direttamente stampella, del governo.

Mentre si moltiplicano gli allarmi e le previsioni funeste per l’autunno prossimo, non perderemo tempo. Dalle università ai posti di lavoro fino alle periferie: organizziamoci!

NO ALLA CRISI SULLA PELLE DEGLI STUDENTI! LA REGIONE TOSCANA NEGA IL DIRITTO ALLO STUDIO

Fin da quando è scoppiata la pandemia la questione dell’università e della tutela del diritto allo studio è stata assolutamente non considerata da parte del Governo e delle Regioni, i quali hanno preferito dedicarsi a fare propaganda e a rilasciare interviste retoriche piuttosto che tutelare i nostri diritti. In questo contesto, la Regione Toscana non è stata da meno, anzi per bocca di Monica Barni, assessore all’università della Regione, abbiamo solo sentito parole e pochi fatti.

Dopo mesi di colpevole silenzio, finalmente la Regione ha deciso di prendere misure per gli studenti e le studentesse universitarie, ma ha deciso di farlo in direzione classista e regressivo. Infatti, l’unica decisione presa dal DSU e dalla Conferenza Regionale non solo è quella di una semplice riduzione di 5 crediti rispetto ai crediti richiesti per mantenere la borsa di studio, ma addirittura chi sfrutterà questi crediti avrà una serie di penalizzazioni:
– sfrutterà i crediti bonus che possono essere usati una sola volta durante la carriera universitaria;
– gli studenti verranno inseriti in una graduatoria B, che sarà secondaria rispetto a chi non avrà utilizzato questi 5 crediti bonus.

Questa graduatoria B ha più di uno svantaggio:
– non c’è la certezza assoluta che non ci saranno idonei non beneficiari;
– è possibile e più che probabile che ci sia una diminuzione della quota monetaria (potrebbe essere solo l’80% della quota attuale);
– gli studenti in questa graduatoria prenderanno gli alloggi dopo quelli nella prima graduatoria e anche chi è già in residenza potrebbe perdere il posto letto a favore di un collega presente nella graduatoria A.

Inutile dire che questa scelta è incapace di far fronte in modo strutturale ad una situazione emergenziale, che già si prevede avrà pesanti ripercussioni sul mondo universitario con numerosissimi abbandoni del percorso di studio. Inoltre, si vuol far passare l’idea che chi non sarà in grado di sostenere gli esami è per colpa sua e, per questo motivo, non è più meritevole di poter usufruire della borsa di studio.

Una decisione che divide gli studenti in studenti di Serie A e di Serie B con cui ancora una volta ci dimostrano che la crisi, economica e sociale, che si è acuita con il Coronavirus, saranno i più poveri a pagarla, che le colpe saranno scaricate sugli individui piuttosto che mettere in discussione un sistema fallimentare e che lo studio diventerà sempre più un privilegio di classe.

Ma noi, l’abbiamo ripetuto più volte, non ci stiamo!

Non rimarremo in silenzio mentre scelte del genere da parte del governo e della Regione vengono prese e, per opporci alla deriva di élitarizzazione delle università, il 7 Luglio saremo in presidio a Firenze durante il consiglio regionale!

Perché non pagheremo noi questa crisi e perché difenderemo il diritto allo studio in tutti i modi!