25 febbraio, Genova. Studenti e operai: Blocchiamo la guerra!

15/02 Assemblea universitaria a Genova “Dalle università ai teatri di guerra blocchiamo la filiera della morte”
25/02 Manifestazione nazionale a Genova “Abbassate le armi, alzate i salari”

Rispondiamo alla chiamata alla mobilitazione contro la guerra del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova. Dopo la partecipata assemblea di costruzione dello scorso 28 gennaio, il 25 febbraio saremo in piazza a Genova per la manifestazione nazionale contro la guerra “Abbassate le armi, alzate i salari” affianco dei lavoratori portuali, avanguardia dell’opposizione alle politiche guerrafondaie occidentali con gli scioperi e i blocchi contro il transito di armi nei porti, e delle organizzazioni sindacali, sociali e politiche conflittuali.

Un appuntamento fondamentale a cui ci avvicineremo con l’assemblea universitaria del 15 febbraio al dipartimento di scienze umanistiche dell’università di Genova “Dalle università ai teatri di guerra blocchiamo la filiera della morte”, smascherando la complicità di questo sistema universitario e portando l’opposizione degli studenti alla guerra anche nel mondo della formazione.

Mentre la gran cassa mediatica della propaganda bellicista occidentale già dilaga nella mistificazione di quel che dovrà essere il “primo anniversario di guerra” – sarebbe a dire, invece, dell’intensificazione conosciuta dalla guerra per procura portata alla Russia dalla NATO con tutto il blocco euroatlantico – “blocchiamo la guerra” dev’essere la parola d’ordine da portare con forza nelle piazze, nelle scuole, nelle università e nei posti di lavori nel continuare a costruire la forza di un’opposizione a tutto campo all’attuale parlamento e al sistema fallimentare e regressivo, quello neoliberista occidentale, che rappresenta.

La guerra imperialista che sta correndo lungo un piano inclinato verso una vera e propria guerra guerreggiata e potenzialmente mondiale e nucleare è l’esito e la manifestazione di un capitalismo occidentale in crisi irreversibile che è disposto a tutto per non perdere posizioni davanti ai nuovi competitor globali del mondo multipolare. Una crisi che non può avere sbocchi dentro lo stesso sistema che l’ha prodotta e che infatti viene interamente scaricata su giovani, lavoratori e classi popolari, che sono ovviamente i primi a pagare anche i costi e le conseguenze di questa guerra, dall’incremento esponenziale delle spese militari all’aumento del carovita impennatosi con la crisi energetica.

Nell’opposizione alla guerra imperialista si afferma direttamente la necessità di rafforzare l’Organizzazione e la prospettiva di un’alternativa sistemica al fallimento della civiltà occidentale.

Contro la barbarie di questo presente, guerra alla guerra imperialista!
STUDENTI E OPERA, BLOCCHIAMO LA GUERRA!