PER UN LAVORO SICURO: BASTA MORTI SUL LAVORO!

MESE DI AGITAZIONE STUDENTESCA A SOSTEGNO DELLA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER L’INTRODUZIONE DEL REATO DI OMICIDIO SUL LAVORO.

Solo pochi giorni fa Maria Pansini, 61 anni, capotreno, e Said Hannaoui, 24 anni, conducente, hanno perso la vita nell’impatto tra due mezzi sulla linea ferroviaria Corigliano – Rossano. Un duplice omicidio sul posto di lavoro.

Ad oggi non si può che definire strage l’aumento sempre maggiore di morti tra lavoratori e lavoratrici. Alcuni degli ultimi casi esemplari lo dimostrano: a Brandizzo, 5 operai uccisi travolti da un treno, a Mestre, gli incidenti di due autobus della stessa compagnia a distanza di pochi giorni. Una strage che ogni giorno toglie la vita ad almeno 3 lavoratori e che viene raccontata come di singoli episodi o incidenti.

Nel corso degli anni l’attacco ai diritti dei lavoratori ha smontato pezzo dopo pezzo i risultati ottenuti con la lotta di classe del movimento operaio del ‘900. Dopo esternalizzazioni e privatizzazioni, flessibilità e precarietà, smantellamento degli strumenti di contrattazione e del diritto di sciopero, oggi, nel nome dell’aumento della produttività e della massimizzazione dei profitti è lecito anche mettere a rischio la salute e la vita stessa di operai ed operaie. La classe padronale “si può permettere” di manomettere i macchinari, eliminare i dispositivi salvavita e antinfortunistica, aumentare i ritmi di lavoro, aggirare le norme di sicurezza ed ignorare le procedure di valutazione e prevenzione dei rischi. Quindi non si tratta di specifici incidenti, di terribili tragedie, di sviste o fatalità, ma di veri e propri omicidi.

E dove c’è un assassino, si trovano anche i suoi complici. Gli interessi della classe padronale, portati avanti da ogni Governo che, da destra a sinistra, si è fatto esecutore dei diktat di Confindustria, hanno trovato la strada spianata dai sindacati confederali e la loro pacificazione sociale del compromesso a ribasso.

Come giovani e studenti non possiamo restare a guardare. L’attacco alla sicurezza sul lavoro riguarda non soltanto il nostro futuro, ma anche il nostro presente. Riguarda le condizioni di lavoro dei nostri genitori e delle nostre famiglie, ma anche delle migliaia di noi già inseriti nel mondo del lavoro, sin dal liceo con i percorsi di PCTO o con stage e tirocini.

Infatti, secondo i dati INAIL ammontano a 806.689 le denunce di infortunio sul lavoro di under 29 negli ultimi 5 anni. Di questi, 615 sono stati mortali e 338.318 di under 19. Solo nel 2022, si sono verificati 1293 infortuni tra gli under 19 con menomazioni gravi come ad esempio amputazioni. Tra i casi mortali più noti troviamo Luana d’Orazio, mamma 22enne, stritolata da un orditoio al quale erano stati completamente rimossi i dispositivi di sicurezza, Anila Grishaj, 26 anni, operaia rimasta incastrata in una pressa, Franco Mazzieri, 18 anni, precipitando per 10 metri e gli studenti uccisi durante i percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro: Lorenzo Parelli, 18 anni, Giuseppe Lenoci, 16 anni, Giuliano de Seta, 18 anni.

A nulla servono i corsi di sicurezza sul lavoro obbligatori che ci vengono proposti all’inizio dei PCTO o dei tirocini, se poi ci troviamo di fronte a macchinari compromessi, se poi il nostro futuro posto di lavoro non rispetterà le norme di sicurezza. Il sempre più forte legame tra il sistema formativo e il mondo del lavoro e delle imprese porterà ad un aumento dei casi analizzati sopra e lo dimostra ad esempio l’ultima riforma Valditara sugli istituti tecnici e professionali con la quale ci sarà un incremento degli accordi di partenariato per l’alternanza scuola-lavoro e dei contratti di apprendistato.

Per questi motivi, a fianco della lotta per l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, sosteniamo la proposta in campo di una Legge di iniziativa popolare per l’introduzione del reato di omicidio e lesioni gravi o gravissime sul lavoro promossa dall’USB, Rete Iside insieme ad altre realtà politiche. Si tratta dell’introduzione di una nuova fattispecie di reato che vada ad aumentare le pene nei casi in cui gli infortuni, gli omicidi o le malattie professionali si verificano per la non osservanza di tutte le procedure di sicurezza. Questo, potrebbe costituire uno strumento reale di deterrenza nei confronti di chi pensa di potersi permettere di speculare sulla salute e la sicurezza di lavoratori e lavoratrici e andrebbe ad aumentare il potere contrattuale dei delegati sindacali e dei RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza) per l’applicazione e il rafforzamento delle normative sulla sicurezza nei posti di lavoro. La distruzione dei diritti sul lavoro, negli anni, è andata di pari passo con l’attacco continuo agli strumenti democratici e di contrattazione sindacale e riabilitare, tramite questa campagna, l’utilizzo della proposta di legge popolare ed ottenere un aumento, seppur parziale, del potere contrattuale della classe è una tappa fondamentale perché inserita in un generale processo di ricostruzione del movimento operaio.

Per questo, come Organizzazione Giovanile Comunista, ci mobiliteremo nelle scuole e nelle università con iniziative e banchetti di raccolta firme, impegnandoci sul piano concreto della costruzione della campagna, tra gli studenti medi e universitari, tra i giovani precari perché la sicurezza sul lavoro riguarda tutti, anche noi.

Trova sui nostri canali social gli appuntamenti per firmare ai banchetti, oppure firma online al seguente link: https://leggeomicidiosullavoro.it/