SCIOPERO 7 MAGGIO – PIATTAFORMA STUDENTESCA

Il 7 maggio è sciopero della scuola! Siamo davanti a un ulteriore attacco al settore dell’istruzione pubblica già distrutto dagli ultimi decenni di riforme: una scuola gabbia, classista, che non permette l’emancipazione;  è stata condita con il nuovo carattere reazionario e repressivo tipico di questo governo e del Ministro Valditara.

Noi studenti viviamo in una costante crisi di prospettive: ci abituano fin da subito, con l’alternanza scuola lavoro, a un futuro precario e sfruttato. A questo si aggiunge la prospettiva della guerra verso cui ci stanno portando le nostre classi dirigenti, che con la proposta della leva militare, i fronti di guerra che si moltiplicano giorno per giorno, diventa sempre più reale.

E mentre il nostro governo decide di investire sull’economia di guerra e il riarmo, i nostri istituti cadono a pezzi così come i servizi pubblici e per le classi popolari in questo paese.

Come studenti l’abbiamo dimostrato nelle piazze del “Blocchiamo tutto” di quest’autunno, cosi come nel voto al referendum: diciamo No al governo Meloni, al Ministro Valditara e alle sue politiche sull’istruzione, alla guerra.

Noi non ci arruoliamo: ne alla guerra né tantomeno a una scuola sempre più classista e reazionaria.

La piattaforma che segue é uno strumento che raccoglie al suo interno i problemi e le rivendicazioni che il 7 maggio, insieme ai lavoratori della scuola anche loro in sciopero,  porteremo al Ministero dell’Istruzione e agli Uffici Scolastico Regionali. 

Portiamo questo strumento e le rivendicazione che contiene in tutte le scuola, chiamiamo studenti e studentesse allo sciopero!

NO ALLA LEVA MILITARE, NOI NON CI ARRUOLIAMO

Le classi dominanti ci stanno portando in guerra. Dopo l’aumento esponenziale delle spese militari, il Ministro Crosetto, in continuità con Germania e Francia, prepara la proposta di reintroduzione di leva militare. 

Si tratta dell’ennesima riconferma che questo Governo è antipopolare e in particolare si accanisce sulle giovani generazioni. Distruggendo il nostro presente e traghettandoci in un futuro in cui la guerra e lo sfruttamento sono l’unico orizzonte immaginabile. Vogliono trasformarci in carne da macello per i loro interessi economici e geopolitici, mentre le necessità e i bisogni primari vengono accantonati. Prendiamo esempio dagli studenti tedeschi e diciamo che NOI NON CI ARRUOLIAMO! 

NO ALLA RIFORMA DEI TECNICI E PROFESSIONALI

Cresce il dissenso fra studenti e docenti negli istituti tecnici e professionali che si vedono arrivare, con la riforma di Valditara, l’ultima batosta al loro percorso di formazione.

Una riforma che viene presentata come soluzione alla disoccupazione giovanile, non è altro che un modo per piegare la formazione agli interessi dei privati, delle grandi aziende e del profitto. Una riforma che va ad aumentare la selezione di classe,

con l’obiettivo di costruire una massa di futuri lavoratori flessibili e precari affiancati da una piccola minoranza ultra specializzata che serve a questo sistema.

Aumenta il divario fra istituti del nord e del sud, di centro e periferia, e aumentano drasticamente anche le ore di alternanza scuola-lavoro a partire dal secondo anno. 

Questa riforma va bloccata e abolita, sostituita da un piano reale di stanziamenti di fondi per gli istituti, una messa in sicurezza degli spazi di laboratorio con materiali gratuiti, garantire una vera formazione sia per la professione, no alla propaganda sulle competenze trasversali, sia per la persona!

Sull’esempio della mobilitazione fatta al Rossellini di Roma, organizziamoci nei tecnici e professionali, insieme ai docenti che vedono in pericolo il loro posto di lavoro a causa del taglio del monte ore, contro questa riforma!

VOGLIAMO L’ABOLIZIONE DELL’ALTERNANZA

E LA REINTERNALIZZAZIONE DEI PERCORSI DI FORMAZIONE AL LAVORO

Vogliamo l’abolizione dell’Alternanza scuola-lavoro, senza se e senza ma! Continua, anzi aumenta con la nuova riforma dei tecnici e professionali di Valditara, il sistema di sfruttamento portato avanti dall’alternanza scuola-lavoro. Un sistema che abitua noi giovani e che ci inserisce fin da subito in un mondo del lavoro precario e sottopagato, e che ha portato, oltre che a numerosissimi infortuni, alla morte di Lorenzo, Giuseppe e Giuliano.

Alternanza scuola-lavoro che si inserisce anche all’interno del processo di militarizzazione della società, con continui progetti con aziende del settore militare.

NO ALLA MILITARIZZAZIONE NELLE SCUOLE

Vediamo moltiplicarsi nelle scuole momenti e corsi di formazione con le forze dell’ordine o dell’esercito nonché corsi di orientamento alle carriere militari, presentate come unica prospettiva in futuro per noi giovani generazioni che sarà fatto di guerra.

É ovvio il tentativo di inserire la scuola nel processo di costruzione di un’economia di guerra e di una società sempre più militarizzata, e abituarci all’idea di quello che sarà il nostro futuro di guerra  verso cui ci stanno portando le nostre classi dirigenti. Prendiamo esempio dal Minghetti di Bologna, organizziamoci e scioperiamo contro

la militarizzazione nelle nostre scuole!

Non vogliamo corsi di orientamento alle carriere militari ne tantomeno percorsi di Alternanza scuola lavoro con aziende belliche!

VOGLIAMO DEMOCRAZIA NELLE SCUOLE!

Il governo Meloni, con le direttive del ministro Valditara e i DDL repressivi, si vendica imponendo una scuola sempre più reazionaria. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a censure, ispezioni, limitazioni delle assemblee e misure contro studenti e docenti che esprimono dissenso. Trovandoci davanti a una continua chiusura degli spazi di dibattito e democrazia, come le numerose assemblee d’istituto vietate perché trattavano temi “scomodi”. Vogliamo il diritto di chiamare assemblee d’istituto in tutte le scuole, senza contraddittorio o propaganda di governo!

La volontà è chiara: reprimere chi parla di politica, chi si oppone alla guerra, come vediamo con gli infami Ddl Gasparri e Delrio che equiparano antisionismo e antisemitismo; e difendere chi come i fascisti della gioventù meloniana fa da spia ai professori che parlano di politica.

Rivendichiamo il diritto di dissenso: a scuola si deve poter parlare di Palestina e di antimperialismo senza censura. In un mondo che crolla a pezzi abbiamo la necessità di organizzarci, chiamare assemblee, scioperare e dire la nostra senza che un ministro reazionario ci chiuda la bocca. Vogliamo il ritiro delle sanzioni per chi si e mobilitato quest’autunno e oltre: note, sospensioni, ore di lavoro obbligatorie… questa scuola ormai ci da solo represisone!

Difendiamo la scuola come spazio di partecipazione, conflitto e coscienza critica: senza conflitto non c’è democrazia.

NO AI NUOVI PROGRAMMI VALDITARA

Ci opponiamo alle nuove Indicazioni nazionali imposte dello sceriffo Valditara, che rappresentano un attacco diretto alla scuola pubblica. 

Dietro la propaganda del “ritorno al merito” si nasconde un progetto classista: la reintroduzione del latino facoltativo alle medie e il rafforzamento dei contenuti nozionistici [su questa cosa del nozionismo è piu complessa di cosi] favoriscono chi ha già strumenti culturali e familiari, escludendo chi non li ha.

Inaccettabile è l’impostazione eurocentrica di questi programmi: si rafforza lo studio della storia dell’Occidente come modello dominante, cancellando le altre prospettive e ignorando le responsabilità storiche e presenti di un Occidente che continua a produrre guerra e oppressione, come vediamo oggi in contesti come Palestina e Iran.

Rifiutiamo una scuola che torna alla disciplina cieca, alla memorizzazione e alla selezione, valutazioni sempre più standardizzate costruiscono un ambiente competitivo che divide studenti e studentesse.

No ai programmi revisionati e alla propaganda occidentale nelle scuole!

SOLDI ALLA SCUOLA NON ALLA GUERRA

Da anni ormai avviene lo smantellamento della scuola, vediamo come sempre di più i fondi all’istruzione pubblica vengono tagliati in favore di guerre e armi, il RearmEurope ne è l’emblema.  E intanto nelle scuole vediamo aumentate i problemi di edilizia, così come aumentano il precariato fra i lavoratori e i disagi dovuti ai trasporti

Anche quest’inverno abbiamo constatato come la maggioranza delle scuole non avessero un sistema di riscaldamento adeguato, per questo abbiamo scioperato in moltissimi istituti. Ma non solo dai dati dell’anno scorso emerge che più del 40% degli edifici scolastici necessità di interventi urgenti di adeguamento alla sicurezza e il 53% delle scuole italiane non possiede un certificato di agibilità. Infatti come si è verificato al Cavour di Roma cedimenti strutturali sono all’ordine del giorno e mettono a rischio la sicurezza di tutti! Prendiamo esempio dagli studenti del Cavour che hanno immediatamente scioperato  e portato i loro problemi direttamente alla citta metropolitana! Il diritto allo studio non può essere garantito in scuole fatiscenti, classi pollaio, e non a norma! Vogliamo che gli investimenti vengano fatti per l’istruzione pubblica, per mettere in sicurezza le scuole e risolvere i problemi di edilizia, per far fronte al precariato dilagante, per dei trasporti funzionanti e accessibili per noi studenti 

EDUCAZIONE SESSUALE E CARRIERA ALIAS IN TUTTE LE SCUOLE

Come si è dimostrato più volte il Governo Meloni è il nemico numero uno di donne e studentesse! La riforma sull’educazione sessuale, che non ne prevede l’obbligatorietà e addirittura viene richiesta l’autorizzazione da parte dei genitori, è un ulteriore tassello che si inserisce in un contesto in cui la scuola viene sempre di più svuotata delle sue funzioni educative a favore di corsi con aziende private, orientamenti con forze dell’ordine etc. 

Come abbiamo già dimostrato a Marzo con le mozioni e le raccolte firme presentate in tutta Italia, arrivando a introdurre educazione sessuale, carriera alias e congedo mestruale in tanti istituti da Nord a Sud del Paese continuiamo ad attivarci e mobilitarci perché siano garantite in ogni scuola!

NO ALLA MATURITÀ DI VALDITARA

In un panorama di crisi culturale, dove le conoscenze perdono la loro importanza a favore delle competenze dirette al mercato del lavoro, si inserisce anche la nuova riforma della maturità di Valditara.

Una maturità basata non più sulle conoscenze acquisite durante il percorso di studi, ma sulle competenze che lo studente deve inserire nel suo curriculum e che orienteranno il suo futuro lavorativo, nonché su una maggiore importanza del percorso di alternanza scuola-lavoro.

In questa riforma si esprime ancora una volta il tentativo di annullare ulteriormente il ruolo educativo e culturale della scuola: ció che conta sono i pcto svolti, i crediti accumulati.

A tutto questo si aggiunge anche la repressione del dissenso, chi farà scena muta per manifestare dissenso verso un sistema ultra competitivo sarà automaticamente bocciato.

NO AL SISTEMA DELLE INVALSI

No alle prove INVALSI, pilastro della scuola-azienda e dispositivo di classificazione volto a trasformare il sapere in un prodotto standardizzato e il pensiero critico in nozionismo meccanico. Respingiamo questa schedatura di massa che ignora le disuguaglianze sociali e piega la didattica ai diktat del mercato. Ulteriore prova del sistema ultra competitivo in cui siamo costretti a vivere noi studenti, un frutto maturo dell’autonomia scolastica, introdotta  nel 1997, che ha portato gli istituti a vivere in una competizione costante, il migliore ha più attenzione e più fondi. Il tutto finisce con il crearsi, ormai chiaro, di scuole di serie A e di serie B.

NO ALLE INVALSI, NO ALL’AUTONOMIA SCOLASTICA, NO A QUESTO SISTEMA ULTRACOMPETITIVO

VOGLIAMO GITE E CAMPI SCUOLA, ACCESSIBILI A TUTTI

Oggi il 44% degli studenti non fa gite, e la dove vengono fatte i prezzi sono inaccessibili per moltissimi studenti.

In una situazione di crisi verso cui ci stanno portando le nostre classi dirigenti, il ministro Valditara decide di non rinnovare il sostegno per le famiglie. I pochi fondi diretti all’istruzione vengono spesi per PCTO, digitalizzazione di sole poche scuole di serie A, patti d’intesa con aziende.

E cosi anche gite e campi scuola rientrano nel progetto di scuola di classe.

Il 7 maggio scioperiamo anche per questo!