Elezioni studentesche Sapienza 2026

Le riforme del lavoro e dell’istruzione di tutti gli ultimi governi volevano costruire una generazione individualista, atomizzata, piegata alla competizione e al carrierismo. Si sono ritrovati davanti una generazione che ha rialzato la testa, che non si rassegna a un futuro di precarietà, sfruttamento e guerra e che è pronta a strapparlo dalle mani di questa classe dirigente. In tutta Europa le università sono tornate ad essere luoghi di mobilitazione e di lotta, attraversate da migliaia di studenti che hanno deciso di non restare a guardare. La Sapienza è stata al centro di questo risveglio. 

Ci siamo accampati nelle tende contro il caroaffitti, mentre continuavano a mancare studentati pubblici e misure per calmierare gli affitti. Abbiamo scioperato contro le aule sovraffollate, i tagli alla didattica e le condizioni sempre peggiori in cui studiamo. Ci siamo mobilitati contro le restrizioni all’accesso alle magistrali, il semestre filtro di Medicina e i costi dei percorsi di abilitazione all’insegnamento. Abbiamo lottato contro gli sfratti estivi dagli studentati e i ritardi nell’erogazione delle borse di studio e tanto altro. 

Di fronte a ogni nostra rivendicazione, la risposta è stata sempre la stessa: non ci sono soldi. Eppure, mentre a noi venivano imposti tagli e sacrifici, si trovavano miliardi da destinare al riarmo e alle spese militari. Le guerre in Ucraina in Iran e il genocidio in Palestina hanno reso sempre più evidente la contraddizione tra le risorse negate ai nostri bisogni e quelle destinate alla guerra. Così le mobilitazioni studentesche hanno iniziato a mettere in discussione non soltanto le scelte della governance universitaria, ma quelle di un’intera classe dirigente. Dalle lotte per le borse di studio alle battaglie per il boicottaggio accademico di Israele e contro la presenza dell’industria bellica in università, abbiamo dimostrato che organizzarsi e lottare porta a risultati concreti. Vittorie conquistate grazie alla mobilitazione degli studenti, ma anche attraverso il lavoro dei nostri rappresentanti negli organi universitari. Le elezioni studentesche di quest’anno sono un’enorme opportunità per continuare a…

CAMBIARE SAPIENZA!

Vogliamo una Sapienza popolare, accessibile a tutte e tutti, in cui studiare sia un diritto e non un privilegio.

Vogliamo una Sapienza che ci dia un futuro senza guerra e sfruttamento, dove la formazione e la ricerca non siano subordinate agli interessi dei privati e dell’industria bellica, ma siano strumenti di progresso sociale, di pace e di solidarietà.

Vogliamo una Sapienza democratica per davvero, dove le decisioni non siano imposte dall’alto da una governance sempre più distante dagli studenti.

Ma lottare in sapienza vuol dire anche lottare per…

CAMBIARE TUTTO!

La Sapienza, con oltre 100.000 studenti, è il più grande ateneo d’Europa: un gigante politico e economico. L’università non è una torre d’avorio separata dalla società in cui viviamo, ma è profondamente inserita nel sistema di produzione che determina il nostro futuro. Un sistema che richiede lavoratori sempre più precari e trova nell’università un luogo in cui formarli, che investe nel riarmo mentre la ricerca universitaria stringe accordi con l’industria bellica.

Le politiche del governo Meloni e della ministra Bernini si inseriscono in questo processo: dai tagli all’università pubblica alla precarizzazione della ricerca, dalla progressiva privatizzazione degli studentati alla riduzione degli spazi di rappresentanza studentesca. Non sono problemi che riguardano soltanto gli universitari, ma il futuro di un’intera generazione, sempre più privata della possibilità di una vita dignitosa.

Per questo lottare e vincere in Sapienza, se uniti ai lavoratori, ai disoccupati, ai giovani precari e a chi lotta per il diritto alla casa, può essere una spina nel fianco del governo e si può iniziare così a costruire l’alternativa di una nuova società più giusta per finalmente…

CAMBIARE ROTTA!

Da questi ragionamenti nasce Cambiare Rotta, siamo un’organizzazione giovanile comunista che in tutta Italia vuole ribaltare questo sistema universitario marcio. Negli ultimi anni abbiamo costruito lotta dopo lotta una rappresentanza studentesca che si fonda sulla solidarietà, il conflitto e l’organizzazione. Una rappresentanza completamente alternativa a quella carrierista e istituzionale delle liste che oggi si trovano negli organi centrali dell’ateneo, spesso appoggiate da partiti dell’arco parlamentare. 

Nelle pagine seguenti troverete il nostro programma elettorale costruito con il confronto fra attivisti, militanti, candidati e tantissimi studenti che ci hanno aiutato a scriverlo.