Schiavi o morti: non è un’alternativa accettabile

“Bisogna restaurare l’odio di classe. Perché loro ci odiano, dobbiamo ricambiare.” (E. Sanguineti, Genova, gennaio 2007)   Un’accusa di alto tradimento. Si conclude così la lettera di Michele, suicida a 30 anni perché sconfitto da questo mondo, una morte che ci sentiamo tremare nelle vene perché quello che dice Michele lo sappiamo tutti, lo viviamo tutti. In questo momento tutti

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Siamo dentro la “Tempesta perfetta”…

di Giuseppe Amata In tutti gli interventi si riscontrano interessanti analisi sui diversi aspetti della crisi nell’accertamento delle cause che l’hanno originata, pur se le diverse analisi esprimono ovviamente posizioni contraddittorie non soltanto tra esse, ma anche all’interno di ciascuna di esse. Nell’insieme però la lettura del libro è molto interessante, non solo per avere un’informazione vasta sui diversi aspetti della

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Divisi nella retorica renziana, uniti nella precarietà del reale

Ieri, ad un incontro coi giornalisti a Fano, il neo-riconfermato ministro del lavoro (o meglio, ministro del precariato o del non-lavoro) Poletti si è lasciato andare ad esternazioni che ribadiscono -semmai ce ne fosse bisogno- la natura di classe e antipopolare dei nostri governanti. Ad una domanda sul forte aumento dell’emigrazione italiana (e soprattutto giovanile) degli ultimi anni, egli infatti

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Solidarietà a Lomaz e ai compagni sotto processo

Apprendiamo con rabbia e profonda amarezza la sentenza di condanna a 2 anni e due mesi per Lomaz per gli scontri del 3 novembre davanti alla mensa universitaria. Ricordiamo tutti bene quel giorno, le cariche selvagge della celere, le teste aperte, la caccia all’uomo contro i manifestanti per le vie della zona universitaria, i fermi. Questa assurda sentenza arriva dopo

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Solidarietà agli arrestati del movimento indipendentista catalano!

Questa mattina cinque militanti della Cup, (la coalizione indipendentista e anticapitalista della sinistra catalana), di Arran (organizzazione giovanile indipendentista e anticapitalista) e del Sepc (sindacato studendesco dei paesi catalani) sono stati arrestati per aver bruciato la foto del Re Filippo VI di Borbone e di alcune pagine della Costituzione Spagnola nel corso della manifestazione convocata dagli indipendentisti in occasione della

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Che classe questo NO!

Il NO espresso in maniera inequivocabile nelle urne domenica 4 dicembre ha avuto almeno un doppio effetto: uno immediato – il respingimento della controriforma costituzionale – e uno di livello politico addirittura superiore – il rifiuto complessivo del governo Renzi e delle politiche portate avanti in questi anni in ossequio alle linee dettate dall’Unione Europea. I due aspetti sono tra

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Torino. Una partecipata assemblea sulle nuove forme della precarietà e dello sfruttamento

Martedì 22 novembre abbiamo organizzato a Palazzo Nuovo un’assemblea per confrontarci sulle prospettive della nostra generazione con alcune realtà che, in ambiti diversi, si battono per la rivendicazione di diritti, contro la precarietà e le nuove forme di sfruttamento che colpiscono buona parte della popolazione di ogni età, ma che su noi giovani e studenti si abbattono con particolare violenza.

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Bologna. L’insopportabile ipocrisia delle èlites dentro l’università

Ci sono giornate particolarmente significative, che ti danno l’idea di come si muove oggigiorno l’élite padronale nostrana. Oggi è una di quelle. Oggi nella Bologna del Pd si organizza -a porte chiuse o semichiuse- una parte importante dl massacro sociale. Il primo episodio degno di nota si svolge alla periferia cittadina ma nel cuore del mondo istituzionale. L’Opificio Golinelli ospita

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